Taormina. “Asm Taormina chiude il 2025 con 10.893 euro di utile. Ma se il costo di mastelli ed Ecobox fosse stato imputato tutto nel 2025, anziché distribuito su più anni, a parità delle altre voci l’azienda sarebbe in perdita. È per questo che Progetto Ricostruzione Taormina aveva chiesto chiarezza sugli investimenti e sugli ammortamenti prima del voto”: è quanto si legge in una nota di Progetto Ricostruzione Taormina.
“Con la PEC del 22 ottobre, condivisa con gli altri consiglieri di opposizione – si legge nella nota – Luca Manuli aveva chiesto quali investimenti fossero stati ammortizzati e come incidessero sui conti. Un imprevisto personale gli ha impedito di partecipare alla seduta e di chiedere direttamente in Aula quelle delucidazioni. Le informazioni richieste non sono state fornite né illustrate in Consiglio. La richiesta riguardava l’intero bilancio. Gli investimenti, pari a 5,2 milioni di euro, sono infatti aumentati del 210% rispetto al 2024 e rappresentano oltre il 30% dei ricavi; gli ammortamenti sono passati da 1.500.821 euro nel 2024 a 2.315.419 euro nel 2025, con un aumento di 814.598 euro (+54,3%). I mastelli sono solo uno dei casi sui quali serviva chiarezza”.
“A luglio 2026 Sterrantino aveva sostenuto che la spesa dei mastelli non potesse essere ammortizzata su più anni nel PEF, dichiarando: Abbiamo dovuto spesare per intero i mastelli nel piano economico finanziario 2025 – osserva Manuli –. Ora troviamo mastelli ed Ecobox tra gli investimenti da ammortizzare nel bilancio ASM, per 810.111 euro. Ci stupisce questo diverso trattamento e chiediamo di spiegarlo. Non chiedevamo un dettaglio per addetti ai lavori: volevamo sapere se quei diecimila euro descrivano davvero la solidità dell’azienda. Il diverso trattamento della spesa nel PEF e nel bilancio ASM va spiegato con i documenti. Le informazioni necessarie per valutarlo non sono state fornite. Alla chiarezza sui costi si aggiunge quella su chi abbia programmato gli investimenti. Per i quattro nuovi autobus da 1,23 milioni di euro, è lo stesso Sterrantino a riconoscere: Sono stati fatti investimenti che non sono stati oggetto di una chiara indicazione. L’assessore ha ritenuto probabilmente corretto il rilievo e ha difeso il potenziamento del servizio, senza indicare in Aula dove quegli acquisti fossero previsti negli atti approvati dal Consiglio. Per valutare quel potenziamento avevamo chiesto corse effettive, chilometri, biglietti e abbonamenti – prosegue Manuli -. TPL e navette, insieme, passano da 863.480 euro di perdita nel 2024 a 1.893.296 nel 2025, prima delle imposte: oltre un milione in più, circa 100 euro per abitante. Sono risorse dei taorminesi. Quali risultati producono questi investimenti e dove sono stati programmati? La gestione di ASM è la perfetta cartina di tornasole del modello delle partecipate di De Luca – conclude Manuli -: investimenti per i quali non viene chiarito il passaggio nell’autorizzazione consiliare e nel budget, richieste di chiarimento rimaste inevase e un bilancio approvato senza consentire di valutare la reale solidità dell’azienda. Le partecipate gestiscono risorse dei taorminesi: il controllo del Consiglio e la trasparenza dei conti non possono essere considerati un ostacolo”.




