Taormina. I carabinieri della Compagnia della Città del Centauro indagano sul ritrovamento di un teschio tra gli scavi nella Chiesa di S. Caterina d’Alessandria d’Egitto. Si tratta di un autentico giallo che ha suscitato, per il momento, curiosità, ma che potrebbe avere, qualora ve ne fossero gli elementi, anche risvolti di carattere giudiziario. Stando al racconto delle forze dell’ordine, infatti, in questi giorni vi sarebbe stata un’intensa attività fotografica di turisti proprio nell’area di alcuni reperti antichi che si trovano sotto la chiesa. Lo stupore dei responsabili del tempio cristiano è stato quello di trovare un resto umano che prima non sarebbe stato segnalato. Sul posto sono stati fatti intervenire immediatamente i militari dell’Arma che hanno posto sotto sequestro il reperto. Certamente il teschio, stando ad una prima ed approssimativa analisi, sembra essere abbastanza stagionato. Non siamo probabilmente davanti al ritrovamento dei resti di chissà quale atto sanguinoso. A Taormina di scomparse eclatanti, infatti, negli ultimi decenni non ne sono accadute. L’episodio, quindi, potrebbe non essere simile ai ritrovamenti avvenuti in altre chiese del territorio nazionale che sono state, invece, il segno tangibile di un omicidio. In ogni caso i militi, per fugare ogni dubbio, hanno preso in custodia il teschio e lo faranno analizzare dai responsabili del Ris. Sicuramente, però, il giallo è aperto anche se del “fantasma” della Chiesa di S. Caterina si vociferava anche anni addietro e poi siamo anche in pieno clima carnevalesco. Certamente, vale la pena ricordare, che proprio al di sotto della chiesa si trova una cripta dove erano conservate, secoli addietro, le mummie di personalità cittadine e proprio nell’area si trovava l’ossuario. Insomma una zona dove trovare un teschio potrebbe non essere un caso. La Chiesa di Santa Caterina sorge, infine, sulle rovine dell’Odeon, costruito a sua volta sui resti di un tempio greco dedicato probabilmente ad Afrodite. In stile barocco, fu costruita nella prima metà del 1600. Un recente restauro, risalente agli Anni Settanta, ha portato anche alla luce, oltre alla cripta, nel lato destro della chiesa, i ruderi di muri e di acciottolato di epoca greco-romana che sono stati recintati, appunto, da una ringhiera in ferro battuto.







