
Taormina. Proteste per la spazzatura che viene lasciata da alcuni cittadini davanti alla Chiesa di S. Domenica. A prendere la parola è il noto antiquario Antonio Lo Turco, ex presidente della Fondazione “Giuseppe Mazzullo” di Taormina. “Quando eravamo più poveri eravamo forse più ricchi – spiega Lo Turco – perché preservavamo la nostra identità culturale. Da un po’ di tempo a questa parte, da quando è iniziata la differenziata, come luogo di raccolta viene usato il sagrato della Chiesa di Santa Domenica, non dalla ditta che si occupa dei rifiuti, ma da alcuni cittadini. E’ un fatto, questo, abbastanza grave, perché se c’è qualche piccolo ritardo nella raccolta, davanti agli edifici religiosi restano le buste con l’immondizia. Tutto ciò crea anche diversi disagi, soprattutto quando vengono celebrati i funerali. Ma il punto non è questo. La chiesa rappresenta il sacro e il rispetto. Se una comunità non rispetta la sua chiesa, significa che questa città è destinata a essere mortificata dalla spazzatura che produce. Di questo passo non abbiamo veramente speranze. Per tale motivo, invito i cittadini a cercare tutti insieme di riportare il nostro paese agli antichi valori che ci hanno sempre contraddistinto non solo come polo di turismo ma anche come luogo di civiltà di tutta la nostra Isola”. Le lamentele arrivano anche da altri cittadini che non gradiscono i sacchetti di spazzatura lasciati in pieno giorno sotto l’arco di Porta Messina. “Siamo veramente alla frutta – dice Carmelo Belardo – perché non è possibile assistere a questo spettacolo indecoroso nel centro storico della città. Spero che le autorità competenti intervengano seriamente magari multando i colpevoli”. “I pochi turisti che per adesso si trovano a Taormina – afferma Nicola Sciglio – restano sbalorditi da tutto ciò e noi non facciamo sicuramente una bella figura”.








