
Giardini. Il “Gymnasium club” di Giardini ha vinto la quarta edizione del prestigioso “Premio Ulisse” grazie alla commedia “Grisù, Giuseppe e Maria” messa in scena a gennaio. Da inizio anno allo scorso maggio, come si ricorderà, le compagnie teatrali amatoriali siciliane, appartenenti alla Federazione Italiana Teatro Amatori, erano state visionate dalla giuria itinerante del Premio. Proprio il Gymnasium club di Giardini aveva dato inizio al concorso con la propria esibizione. Migliore attrice protagonista: Maria Luisa Sterrantino; migliore attore protagonista: Gianni Crimi; migliore attore non protagonista: Antonio Palermo; migliore scenografia: Gymnasium Teatro; migliore regia: Gianni Crimi. Quest’ultimo, vero orgoglio per l’intera città di Giardini, è uno degli ambasciatori della cultura siciliana in tutto il territorio nazionale. La giuria, composta da esperti di teatro e del mondo culturale, ha decretato il “Grisù, Giuseppe e Maria”, dell’autore Gianni Clementi, vincitore della quarta edizione di questo importante concorso (con premiazione a Milazzo) con la seguente motivazione: “Supportata da un testo brillante che, nell’accattivante ironia dell’autore, ha rappresentato il perbenismo di facciata che tutt’oggi impera in gran parte della nostra società, un’attenta regia è riuscita a realizzare un eccellente spettacolo nel quale sono stati rispettati i tempi della commedia brillante. I (seppur) pochi attori in scena si sono mossi in perfetta sincronia, con disinvoltura e abilità e senza alcun inciampo nella recitazione. La messa in scena ne è risultata decisamente piacevole, briosa e coinvolgente e lo spettacolo colpisce per la capacità di divertire, senza mai stancare. La comicità siciliana ha contribuito poi a rendere il testo poetico e scoppiettante allo stesso tempo, pur adattandosi ad un contesto scenico proveniente da un’altra realtà italiana. L’alternanza del dialetto all’italiano e l’utilizzo di vari registri lessicali hanno elevato l’interpretazione degli attori che hanno saputo tenere un ritmo comico altissimo, costante e preciso senza cadere nel tranello della macchietta: il risultato finale è stato uno spettacolo di spessore che ha saputo rapire l’osservatore per la tematica, per lo stile impresso e per le emozioni trasmesse”.





