Ottavo k.o. esterno per i rossazzurri del Calcio Catania che non riescono a graffiare la nuova Sampdoria riabilitata dopo la cura Mihajlovic, segno di una crisi ancora più profonda che adesso preoccupa ancora di più l’ambiente e che costringe gli uomini di De Canio all’ultima posizione in classifica. Numeri impietosi per una formazione che doveva assolutamente dare di più, nessun tiro in porta per tutta la partita, un 38% di possesso palla, lacune difensive e un mister De Canio sempre più a rischio a causa di una confusione nel gestire uomini e moduli. Atteggiamento sicuramente sbagliato, il 5-4-1 iniziale ha ancora una volta deluso le aspettative, evidenziando numerose lacune difensive e una sterilità offensiva che adesso desta serie preoccupazioni dato che gli etnei hanno totalizzato 10 reti subendone 28, numeri che fanno gettano nell’oblio il Catania dei record della scorsa stagione.
Prestazioni positive:
Frison: Giusta la scelta di De Canio di metterlo tra i pali al posto del collega Andujar, dimostra molta più reattività del collega argentino e si candida definitivamente come titolare per la porta rossazzurra, assolutamente incolpevole sulle due reti, scaturite da grossi errori del reparto arretrato, determinato.
Biraghi: Reattivo al punto giusto, cerca delle “sgroppate” dalla sua fascia per rivitalizzare il reparto offensivo, peccato però che nessuno lo segue, rientra in difesa nei momenti giusti e compie qualche intervento decisivo che gli vale la sufficienza, una promessa.
Leto: Unico trascinatore nel reparto offensivo, ottimi movimenti, grinta, determinazione e tanta voglia di arrivare al gol, riesce sempre a difendere il pallone spalle alla porta costringendo i difensori avversari ad accanirsi con dei falli su di lui, così da far guadagnare metri di campo alla squadra, lottatore.
Prestazioni negative:
Gyomber: Debutta con la maglia rossazzurra con le migliori aspettative, ma quando la giornata è “no”, allora non c’è scampo nemmeno se l’impegno è massimo, cerca di correre su tutti i palloni ma è impacciato nel rinviare e nel garantire sicurezza e solidità alla difesa, ce lo si può aspettare da un giovane, dato che le garanzie dovrebbero venire da qualcuno con più esperienza, confuso.
Peruzzi: Stentato in fase offensiva, fa della velocità la sua arma migliore, ma quando si tratta di difendere cominciano i problemi, si perde Eder un paio di volte e dimostra di essere ancora lontano dai meccanismi di squadra, pasticcia insieme a Gyomber, formando l’emblema di una difesa etnea totalmente allo sbando, impotente.
Castro: Da lui ci si aspetterebbe qualcosina in più, qualche ripartenza da trascinatore o qualche apertura di gioco importante in ottica delle manovre offensive, ma tutto ciò non avviene e la scelte del tecnico di farlo giocare davanti a Peruzzi, costringe il “pata” ad uscire dagli schemi di gioco e molto spesso a ritrovarsi nella fascia opposta, scombussolato.
Qui Torre Del Grifo:
Nella giornata della sconfitta, è stato indetto un colloquio tra la società e il tecnico rossazzurro, dove quest’ultimo è stato confermato dopo uno “score” di 4 punti in 7 giornate, decisione che ha sicuramente scosso i tifosi etnei che ne chiedevano l’esonero immediato, definendolo “traghettatore” e non “motivatore”, ultima chance dunque sabato contro il Verona?
Verso il Verona:
Sfida delicatissima prevista sabato 14 dicembre al “Massimino”, forse da dentro o fuori per i rossazzurri, perché arriva la rivelazione del campionato, il Verona che ha gettato nel dimenticatoio il titolo di “neopromossa”, trovandosi al sesto posto in classifica con 25 punti. Niente ritiro per il Catania che continuerà gli allenamenti a Torre del Grifo, con la consapevolezza che il match di sabato sarà l’ultima chiamata per una squadra che un’intera città vuole ritrovare, con una vittoria fondamentale dato che la classifica diventa sempre più lunga.
Achille Teghini







