
Taormina. Da Alessandro Cardente (presidente dell’associazione “Tra-Ormina forum”), riceviamo e pubblichiamo: “Il terremoto che ha coinvolto i paesi dell’alto Lazio e dell’Umbria, come avvenne per quello dell’Aquila anni prima, ha avuto la diabolica capacità di verificarsi nel pieno della notte. Alla stessa ora! Potremmo definirlo nella sua crudeltà, lucido, privo di scrupoli e di sentimenti. Così come quando si organizza un furto su commissione in un’ abitazione o meglio ancora, un attentato violento che vuole ferire e uccidere non solo fisicamente ma produrre un prolungato dolore eterno che non risparmi nessuno. In molti siamo a chiederci: perché? Perché la natura, anche a volte con la complicità dell’uomo, sa essere così violenta, feroce e priva di sentimento e sensibilità. Perché il fato decide d’interrompere tanti destini, tanti sorrisi spegnendo in un unico e terribile momento il suono delle voci di tante persone in un solo istante? A questa domanda purtroppo rimane un desolato e solitario perché in un deserto di rassegnazione! E’ una delle tante risposte che mai avremo a tanto ingiustificato dolore, almeno per la concezione che abbiamo noi esseri viventi della vita. Ovunque, i media, in ogni angolo del mondo, hanno riportato immagini che rappresentano non solo macerie e paesi ormai fantasma, ma momenti intensi di dolore indelebile, momenti di vita in diretta che penetrano il cuore di ogni essere umano e che nessuno vorrebbe mai vivere su se stesso o sui propri cari. Hanno sofferto tutti dagli uomini agli animali, ma tutti, chi ha potuto, ha dato il meglio di sé, dagli uomini agli animali che hanno scavato nelle macerie, e a coloro che per professionalità o per volontariato hanno offerto parte della loro vita a chi, in un battito di ciglia e con la testa sul guanciale si era augurato una buona notte portando con sé qualche progetto per il giorno dopo, oppure magari un desiderio che avrebbe voluto portare a compimento. E’ la vita questa, è la nostra vita che forse a volte ci vuole mettere in guardia indicandoci un percorso alternativo nel rivedere le cose. Francamente non sono convito che per un Paese come l’Italia sia veramente possibile rimettere in sicurezza le proprie città, quelle storiche e antiche come Roma, Firenze o Venezia, con i loro antichi palazzi, strutture e luoghi anche medioevali, cosi come per i piccoli paesi e i tanti borghi. Ma nessuno detto ciò, può però esimersi dell’attenzionare il nostro eterno problema, ancora meno perdonabile della violenza profusa dalla natura,che ferisce e produce morte al pari delle scosse telluriche: la corruzione! Su questo tanto abbiamo e ancora tanto diremo e la dialettica politica dei prossimi dibattiti televisivi arricchirà come sempre il nostro sdegno. Personalmente invece, in queste ore di lutto, auspico a tutti un diligente pudore attraverso il quale riflettere sulla vulnerabilità della nostra vita. Alessandro Cardente”.








