
Avvocato La Monaca, quando “nasce” la diffamazione su Facebook?
La diffamazione è il reato secondo cui “Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito [c.p. 598] con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032”. Tanto premesso, va da se, che l’utilizzo di un “social” configura, esclusivamente, una modalità di offesa al bene giuridico dell’onore, come previsto dalla norma sopra citata, commessa, però, con lo strumento informatico. Si consideri, peraltro, la particolare aggressività della diffamazione in discorso, poiché i contenuti web sono suscettibili di diffusione globale. Tanto premesso, la giurisprudenza, dopo diverse oscillazioni interpretative circa l’esatto inquadramento della fattispecie, ha ritenuto ravvisarsi in caso di diffamazione su Facebook, un’ipotesi di reato aggravata “dal mezzo di pubblicità” e non, come in passato si era sostenuto, a mezzo stampa, in forza di uno dei principi cardine del diritto penale che è rappresentato dal divieto di analogia. Peraltro, la Suprema Corte di Cassazione, con sentenza n. 16712/2014, ha chiarito un altro aspetto rilevante della vicenda in esame. In particolare, ha affermato che sussiste la punibilità del fatto anche senza l’indicazione del nome della persona offesa, nel caso in cui quest’ultima possa ugualmente essere individuata con certezza. Il reato, sempre secondo la giurisprudenza, sussiste anche nel caso in cui il post venga successivamente cancellato. La responsabilità, ovviamente, è di tipo personale, vale a dire ne risponde solo l’autore. La pena applicata è irrisoria ed è soggetta comunque a sospensione. In altri termini, non si rischia il carcere, ma ci si espone, tuttavia, a richieste di risarcimento in sede civile il cui ammontare è variabile da caso in caso e, più precisamente, in base all’entità dell’offesa e dal danno cagionato. Avv. Danilo La Monaca.
I quesiti dei lettori potranno essere inviati direttamente sulla mail: lamonaca.danilo@virgilio.it . L’avvocato risponderà nel nostro giornale on line.









