
Taormina. “Taormina vive un’altra stagione in cui l’attenzione dell’Amministrazione verso il proprio patrimonio culturale appare del tutto assente. Questa Amministrazione ha reso ormai chiaro che non intende puntare sulla valorizzazione culturale di Taormina”: a scriverlo, in una nota, sono Elisa Aucello e Luca Manuli di Progetto Ricostruzione Taormina.
“In fin dei conti – scrivono Aucello e Manuli – cosa potremmo mai aspettarci da chi ha scelto di chiudere un bellissimo porticato sul Corso Umberto e di destinare lo stesso palazzo ad uffici comunali?”.
“Si continua a ragionare solo a breve termine – sottolinea Elisa Aucello – non guardando alle esigenze reali della comunità. L’ennesima occasione persa per ripensare gli spazi della città in ottica progettuale e costruttiva. Quanto al patrimonio culturale: è stata istituita la Fondazione Taormina, presentata come soluzione a tutte le criticità, ma la cui aria di competenza risulta essere poco chiara. Nel piano emergono infatti gravi carenze: assenza di un perimetro ben definito delle attività trasferite, stime di ricavi semplicistiche e prive di analisi di mercato, mancanza di strumenti di controllo e monitoraggio, sovrapposizioni con altre realtà come Taormina Arte e un alto rischio imprenditoriale, senza garanzie per il bilancio comunale”.
«Avere visione – spiega il consigliere Luca Manuli – non significa creare nuovi enti, ma programmare, definire obiettivi, stabilire priorità e costruire strategie a lungo termine. Qui invece si maschera la mancanza di visione con azioni tattiche che generano spesa pubblica, attraverso incarichi politici, consigli di amministrazione, biglietti da vendere e persino l’idea di organizzare tour. Tutto questo non solo rischia di gravare sulle casse comunali, ma crea concorrenza confusa con operatori e associazioni che già operano sul territorio”.
“Mentre attendiamo risposte, le porte di Palazzo Corvaja restano chiuse. Poche le iniziative degne di rilievo negli ultimi anni”, dicono da Progetto Ricostruzione Taormina.
“La Badia Vecchia – proseguono – resta in un limbo. Prima si era parlato di venderla, ipotesi alla quale ci siamo opposti con forza, poi il sindaco ha dichiarato che non sarebbe stata ceduta. Ma cosa si sta facendo realmente? Ad oggi nessuna prospettiva chiara, nessun progetto, solo incertezza. La Fondazione Mazzullo, intanto, appare smantellata, confinata a eventi che mal si conciliano con la mission originaria. Un destino paradossale per uno dei luoghi simbolo della nostra città, che invece dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per differenziare l’offerta culturale e mantenere vivo il legame con la storia e l’identità di Taormina”.
“Pensare a un’offerta culturale più strutturata – conclude Elisa Aucello – significa pensare a Taormina come città d’arte, memoria e tradizioni. Significa mettere al centro i bisogni della comunità, di chi Taormina l’ha scelta per una settimana, un mese o per la vita”.



