Taormina. Appello al rispetto delle tradizioni da parte dello studioso taorminese Pancrazio Aucello. Quest’ultimo è stato autore di una garbata missiva che è stata inviata al sindaco Mauro Passalacqua e a Padre Salvatore Sinitò. “Sono di antica origine taorminese – scrive Aucello – e mi permetto di ricordare alle autorità ecclesiastiche e comunali che la festa del Santo Patrono è un antico costume che si tramanda di generazioni in generazioni. Aggiungo, inoltre, che seguire la tradizione è conservare quanto trasmesso dai padri. Cercare di eliminarla o di annullare la sua influenza nello sviluppo dell’umanità equivale a privare l’uomo di una delle sue primordiali impronte di identità. Pertanto auspico, appunto, che la festa del Patrono, S. Pancrazio, si svolga nella chiesa a lui dedicata così come è sempre stato e non in altre sedi come recentemente si è fatto, come pure le celebrazioni in onore di S. Antonio e S. Giovanni Bosco. Quanto sopra vale anche per la recente festività della Madonna della Rocca, da celebrare, come sempre è stato, nel santo luogo del suo ritrovamento, la grotta all’apice di Taormina. Mi permetto ancora di aggiungere che è veramente poco confacente, il 9 luglio di ogni anno, commemorare i tanti morti innocenti del tragico bombardamento del 1943, con una lastra di marmo, quasi nascosta, mentre sarebbe opportuno pensare alla collocazione di una stele commemorativa”. Insomma ad Aucello non piacciono alcune innovazioni recentemente messe in atto nell’ambito di alcune manifestazioni sacre che fanno parte del cuore pulsante di quella Taormina che non dimentica certo le sue radici. In passato vi sono state altre polemiche, come quella della mancanza di rintocco delle campane dell’orologio a questo o quell’altro passaggio di una sfilata. Ma sempre per parlare di commemorazioni ai taorminesi non sono piaciute altre iniziative come quella di ricordare, con la collocazione di una contestata lapide, la costruzione della medesima torre che sovrasta Piazza IX Aprile. Taormina vive, comunque, di tradizioni consolidate che è difficile sradicare. La missiva di Aucello è un suggerimento a non dimenticare quel “protocollo” che è necessario in una cittadina che è proiettata verso l’internazionalità ma che ha anche nel ricordo la sua forza.




Se si dovessero rispettare le tradizioni così come sono nata ci accorgeremmo che quelle che noi chiamiamo ”tradizioni consolidate” in realtà non sono altro che l’ evolversi di usanze più antiche…L’ unica e originaria festa di San Pancrazio dovrebbe celebrarsi il 3 Aprile (già data della festività bizantina), come avveniva prima del 1800 quando fu spostata per volontà del Can. Ricca, S. Antonio dovrebbe festeggiarsi ogni anno in duomo dato che P. Annibale di Francia istituendo la festa più di ottanta anni fa lo portò nella Basilica cattedrale, il culto della M. della Rocca dovrebbe essere limitato solo alla venerazione del quadro, così come si fece fin dall’ origine (1600) e non con la processione della statua usanza nata dopo il 1900 (la statua antica infatti e del ’22) e consolidatasi pienamente solo negli ultimi decenni, San Giovanni Bosco dovrebbe stare sempre relegato nella sua chiesa dato che le abbondanti pioggie invernali ne hanno impedito sempre (o quasi) la festa solenne, si dovrebbe fare la processione di S. Rita tutti gli anni dato che quando c’era p. Turiano si faceva, la Madonna Addolorata dovrebbe essere portata dagli uomini della confraternita del SS. Sacramento come nel ‘600 e non dalle donne come di fatto è oggi, il Lunedì di Pasqua dovrebbe esserci la processione della M. dell’ Angelo con successivo volo di colombe bianche (ma la statua è stata bruciata), la novena della M. Rocca di Agosto dovrebbe essere di 15 giorni (quindicina) e non di nove (come si faceva fino agli anni 60-70), il Corpus Domini dovrebbe durare sette giorni e girare per tutti i vicoli…INSOMMA…tante cose cambiano ed è giusto che sia così, la tradizione è fatta per servire all’ uomo nella sua crescita spirituale e sociale è non è l’ uomo fatto per seguire rigide tradizioni…quasi come schemi imposti…non celiamoci dietro un ”si fici sempri accussi” perchè guardando bene la storia non è vero.
La storia che è maestra di vita ci insegna (come sopra ho ddimostrato) che le tradizioni possono anche cambiare purchè non si denaturi il loro fine ultimo, quello di avvicinare gli uomini a Dio e rendre Dio più vicino agli uomini…