
Taormina. La dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo 1 di Taormina, Carla Santoro, difende a spada tratta la scelta dell’assessorato regionale in merito alle scelte adottate sul ridimensionamento scolastico. “L’ex Istituto comprensivo di Letojanni, dall’anno scolastico 2012-2013 – ha spiegato la preside – fa parte del Comprensivo 1 di Taormina a seguito del dimensionamento scolastico posto in essere dall’assessorato regionale, al fine di adeguarsi alle norme nazionali che prevedono che una istituzione scolastica possa conservare l’autonomia se ha un numero minimo di 600 alunni. Se le numerose polemiche e le strumentalizzazioni politiche che hanno preceduto l’accorpamento possono essere in parte comprese, ora non è più accettabile sopportare illazioni di alcun tipo da parte di alcuni amministratori, in quanto la scuola di Letojanni ha perso l’autonomia perchè chiaramente sottodimensionata avendo circa 400 alunni. A seguito dell’accorpamento con il Comprensivo 1 di Taormina, l’istituto letojannese non è stato declassato, ma valorizzato, attenzionato, organizzato e ripulito, come tutti convengono, insegnanti e genitori inclusi. Tanto ingiusto l’accorpamento non è sembrato neanche allo stesso Tribunale amministrativo regionale, che ha rigettato il ricorso avviato dalla nuova Amministrazione comunale di Letojanni, appena insediatasi. Appare strana, pertanto, la richiesta dell’Amministrazione comunale che, presumibilmente per motivi strettamente campanilistici, sposa la causa dell’autonomia, pur in presenza di una situazione ottimale di servizio scolastico. Sembrerebbe che, sul piatto della bilancia, pesi più un improbabile riscontro politico rispetto all’interesse effettivo dell’utenza tutta. L’Amministrazione comunale, se ha veramente a cuore il benessere della popolazione scolastica, invece di inseguire chimere di parte, farebbe bene a rimborsare le somme spese dalla scuola per conto dell’Ente comunale, richieste recentemente con nota del 10/12/2013, pari a euro 21.883,03, che certamente consentirebbero più agevolmente di soddisfare le esigenze didattiche degli alunni e garantirebbero una migliore fruizione del diritto allo studio. Quanto ad un fantomatico incremento numerico della popolazione scolastica includendo la popolazione scolastica dei Comuni di Sant’Alessio e di Antillo, attualmente facenti parte dell’Istituto comprensivo di Santa Teresa di Riva, bisognerebbe proprio capire che cosa ne pensano i sindaci e le comunità interessate”.








