
Taormina. Pioggia di critiche sulla Carmen di Bizet, organizzata dall’associazione Sicilia classica festival del direttore artistico Nuccio Anselmo, andata in scena lo scorso 13 settembre al Teatro Antico di Taormina.
“Quella che si è consumata al Teatro Antico di Taormina nella serata del 13 settembre 2025 – scrive Domenico, di Marina di Gioiosa Ionica – resterà impressa non come un evento di cultura, ma come una pagina nera per la città e per la cultura. Sul cartellone figurava la Carmen di Bizet, una delle opere più celebri, amate e rappresentate al mondo. Sul palco, purtroppo, è andata in scena una caricatura maldestra, indecorosa, che nulla aveva a che fare con l’opera che il pubblico aveva pagato, profutamente, per vedere. I cantanti, sia chiaro, hanno mostrato coraggio, professionalità e talento, e meritano rispetto. Hanno cercato fino all’ultimo di salvare il salvabile. Ma il contesto li tradiva a ogni passo. Senza orchestra, sostituita da un unico pianista, pur bravissimo, ma inevitabilmente lasciato solo a reggere il peso di una partitura monumentale, l’opera è stata privata della sua colonna vertebrale. La musica ridotta a scheletro, priva di colore, priva di respiro”.
“Il resto – prosegue Domenico – non è stato da meno: costumi improvvisati, più simili a un saggio scolastico che a una produzione internazionale; luci mal dirette, incapaci di costruire atmosfere; un audio pessimo, che in alcuni momenti rendeva persino difficile seguire le voci. A questo si aggiungano i tagli arbitrari alla partitura: mutilazioni che hanno snaturato l’opera di Bizet, ridotta a un’ombra lontana dell’originale. La reazione del pubblico non si è fatta attendere. All’inizio la pazienza, poi il disagio, infine la decisione: abbandonare il teatro. File di spettatori che, uno dopo l’altro, lasciavano le poltrone, trasformando la platea in un semideserto. Un esodo che racconta meglio di qualsiasi recensione la misura del fallimento. Ma il punto più grave è un altro: la totale assenza di assunzione di responsabilità. In qualsiasi contesto serio, di fronte a un simile disastro, il direttore artistico avrebbe avuto il dovere di salire sul palco, chiedere scusa al pubblico, assumersi la responsabilità dell’accaduto. Non lo ha fatto. Non ha sentito nemmeno la necessità di un gesto minimo di rispetto, rifugiandosi in un silenzio che urla più di qualunque parola. Questo comportamento non è solo una mancanza di educazione: è la prova lampante di una evidente inadeguatezza al ruolo. La serata del 13 settembre non può passare sotto silenzio. È necessaria una riflessione seria e un’azione immediata. Chi gestisce il Teatro Antico e il Comune di Taormina hanno il dovere morale e istituzionale di intervenire, in maniera ferma, decisa e risolutiva, a tutela dell’immagine della città e della sua tradizione culturale. Non è accettabile che un patrimonio mondiale venga infangato da improvvisazioni dilettantesche e da una gestione che ha mostrato di non essere all’altezza. Perché la Carmen di Taormina, il 13 settembre 2025, resterà negli occhi e nella memoria di chi c’era non come un trionfo della cultura, ma come uno sfregio al pubblico, all’arte e alla città stessa”.
LE PAROLE DEL SINDACO DI TAORMINA
“Basta con i dilettanti allo sbaraglio. Dopo il casino che si era verificato con l’Aida andata in scena il 24 agosto (leggi qui) – spiega il sindaco di Taormina, Cateno De Luca – avevamo revocato la concessione per la serata destinata alla Carmen. Il Tar Catania ha annullato il nostro provvedimento consentendo a questa associazione di profanare il Teatro Antico di Taormina con questa messa in scena che malamente scimmiottava la Carmen di Bizet. Ho letto le farneticanti dichiarazioni di questa associazione ed oggi procederemo ad avviare una azione legale per danno di immagine e diffamazione. Una cosa comunque è certa: fino a quando io sarò il sindaco questi personaggi non metteranno più piede a Taormina”.
LE GIUSTIFICAZIONI DI SICILIA CLASSICA FESTIVAL
“L’opera era stata confermata a giugno in maniera integrale – spiega alla Gazzetta del Sud, Francesco Ciprì, presidente di Sicilia classica festival – ma dopo la revoca della concessione e il ricorso al Tar abbiamo avuto il responso tre giorni prima dello spettacolo e non era possibile montare tutto in pochi giorni. Quindi la Carmen proposta non era in forma integrale ma da concerto, semiscenica. Avevamo versato cospicui acconti ma sapendo che che il Comune aveva revocato la concessione le persone hanno preso altri impegni. Abbiamo avuto un danno di immagine e perso soldi e credibilità. Ma non potevamo annullare l’evento dopo l’esito del Tar, sarebbe stata un’ulteriore perdita”.



