Da Geri Muscolino, riceviamo e pubblichiamo un’altra lettera sul “Banco alimentare”: “L’Associazione Humanitatis Progressum che ho l’onore di rappresentare, come dal nome distintivo si intuisce, opera per il bene ed il progresso dell’Umanità. I nostri sforzi sono pertanto indirizzati non solo ad attività assistenziali, ma anche a realizzare servizi ed opportunità che possano consentire ai nostri soci/assistiti di migliorare la propria condizione, fosse anche per uno solo dei nostri attuali circa 350 aderenti. Ciò premesso, non è intendimento di questa presidenza voler alimentare polemiche, che possano distrarre le parti dalle proprie attività. È tuttavia doveroso chiarire su talune affermazioni fatte dall’assessore Antonella Garipoli. L’associazione, come chiaramente riportato dalla lettera aperta del 13 giugno, evidenzia che essa è economicamente sostenuta dai soci che mettono mani alle tasche contribuendo al pagamento delle spese necessarie per l’espletamento dei servizi. Quindi nessun contributo da nessun Ente. L’associazione è esclusivamente beneficiaria delle derrate alimentari che mensilmente provvede a caricare recandosi nel Palermitano. In realtà l’Associazione ha già intrattenuto comunicazioni con il Comune, tant’è che a seguito di formale richiesta, il sindaco il 28 maggio ha autorizzato l’utilizzo dei locali presso la delegazione Trappitello per la distribuzione dei beni alle famiglie che versano in uno stato di bisogno. Il contributo richiesto, che non è obbligatorio ma auspicato, rappresenta la possibilità di poter soddisfare un maggior numero di cittadini, i quali avanzano settimanalmente richiesta, oltre le 100 famiglie già preventivate per l’anno 2012/2013. A scanso di equivoci si fa notare che, il sostegno economico di 2.000 € rappresenta comunque, meno dei costi annui necessari (oltre 3.000 €) per l’affitto del camion per recarsi a Bagheria, i mezzi per la rete intracomunale, la nafta, il pedaggio, la corrente elettrica per i frigoriferi utilizzati per conservare i formaggi. Nella lettera del 13 giugno, è chiaramente riportato in dettaglio cosa l’Associazione dona alle famiglie. Un pacco-tipo varia da mese a mese in dipendenza dal carico effettuato. Nel mese di maggio il pacco minimo (variabile a seconda del nucleo familiare) era cosi formato: 2 pacchi di spaghetti da 500gr.; 3 pacchi di pasta rigatoni da 500gr.; 2 pacchi di pasta ditalini da 500gr.; 3 pacchi di biscotti (tipo gallette) da 500 gr.; 2 pacchi di riso da 1 kg; 2 preparati di riso con verdure da 300 gr.; 1 pezzo di formaggio grana o provolone da 650 gr.; 2 pacchi di crackers da 250 gr.; 4 buste di latte da 1 litro ed in questo carico non erano disponibili l’olio da 1 litro, la farina da 1 kg e le fette biscottate da 250 grammi, normalmente presenti. Faccio notare che le illusioni (come l’assessore sostiene) che mensilmente offriamo alle famiglie pesano circa 10 kg, molto di più del peso di certe insinuazioni. È ovvio che se le nostre disponibilità fossero maggiori o il numero delle famiglie più contenuto, il nostro contributo sarebbe ancora più consistente. Ma come già dichiarato siamo in attesa di poter ricevere un aumento delle derrate alimentari. Dalle famiglie riceviamo apprezzamenti per quello che senza riserve doniamo, pur nella consapevolezza che ciò non risolve i loro problemi. Chi si rivolge a noi lo fa in maniera libera e senza costrizioni, nessuno è obbligato a subire i nostri servizi. La politica è troppa avvezza ai proclami per poter pensare di trovarci su questo terreno, preferiamo l’azione concreta, alla demagogia. A tal proposito, apprendiamo che il riordino e il contenimento delle spese sbandierato dall’Assessore, passa dal conferimento di un incarico ad un’Associazione al costo di 7.500 € (Delibera G.M. n. 87 del 20 dicembre 2011). Il fatto più sconcertante è che con tale Delibera, una Associazione probabilmente non super partes, secondo l’art. 3 deve esprimere il parere tecnico circa la congruità delle proposte avanzate al Comune e dal Comune, non chiarendo secondo quali criteri, avendo libero accesso ai dati contabili e sensibili (privacy) dei cittadini. In buona sostanza, l’assessore ha acconsentito a che gli Uffici e l’Assessorato su rilevanti tematiche sociali, siano esautorati dalle imprescindibili funzioni di garanzia e trasparenza di Ente pubblico, trasferendole ad un ente privato. Sorge il dubbio se il diniego al nostro banco alimentare si è determinato per il non gradimento a tale ente. Personalmente ritengo che uno specifico assessore che ha il privilegio di amministrare l’importante settore dei Servizi Sociali dovrebbe plaudire e sostenere, non necessariamente economicamente, quanti si adoperano ad assistere chi si trova in uno stato di momentaneo svantaggio, invece di definirli sprechi. È ovvio che l’assessore può in piena autonomia decidere a chi dare il proprio sostegno pubblico nel rispetto della legalità e della trasparenza, ma ciò non lo autorizza a definire chi opera con le proprie limitate risorse a sostegno degli altri, venditore di illusioni. Ispirandoci ai buoni propositi dell’assessore circa il contenimento delle spese nella Pubblica Amministrazione, considerando che i costi dei legali sono a carico dei cittadini, ci premettiamo di suggerire di investire tali somme al sostegno di quelle famiglie che ne hanno veramente bisogno, piuttosto che intentare cause per lesa maestà”.









MA dico, non scherziamo. La posizione di Garipoli è inaccettabile. Se fossi al posto di Muscolino, abbandonerei Taormina e proverei a sostenere famiglie bisognose di altre realtà, come Catelmola o Graniti ad esempio,e abbandonerei Taormina per ingratitudine
E’ indubbio che l’obiettivo di entrambi è aiutare il bisognoso. Cambiano gli strumenti:uno si si avvale dell’uso diretto e caricatevole di aiuto che si vuol dare e,pertanto necessita di sovvenzioni per lo più da parte di privati ( è molto in uso negli Stati Uniti d’America),l’altro,dell’aiuto dello stato,dei comuni ecc.,che,tramite sussidi e aiuti anche nella formazzione e nella ricerca del lavoro,con adeguata organizzazione,cercano di venire incontro alle necessità del bisognoso (in uso nei paesi scandinavi).
Come si vede,sono due concezioni di intendere diverse ,che spesso condizionano le parti ad operare in modo proprio e staccato rispetto all’altro.
Tecnica discutibile quella del Muscolino.. Gia’ vista in precedenza.. Criticare le persone nn é mai stata abitudine gradita..soprattutto se c’é un secondo fine… (sempre)
Bene, non siamo d’accordo neanche su come supportare i meno fortunati, complimenti!!!