Taormina. Dalla taorminese Vanessa Fichera, riceviamo e pubblichiamo: “Caro direttore, Le scrivo questa lettera, in quanto mio figlio di 8 anni è stato di recente vittima, qui a Taormina, di un grave e spiacevole incidente, a causa del quale ha riportato una ustione profonda di secondo grado alla gamba sinistra, con una prognosi di 15 giorni. Le scrivo perchè voglio che le persone e le strutture implicate nell’incidente si prendano le loro responsabilità. Il fatto è successo durante una manifestazione organizzata a Taormina da un’associazione privata. Mio figlio si trovava sul Corso Umberto di Taormina con il padre di fronte a un noto albergo, anch’esso partecipante all’evento. L’albergo stesso aveva allestito una cucina volante sulla strada, con fornelli e pentole di acqua bollente, per cucinare della pasta da offrire ai partecipanti. Proprio il contenuto di una di quelle pentole ha provocato l’ustione a mio figlio, rovesciandosi dalla sua postazione precaria e senza nessuna sicurezza. Nessuno ha avvertito che poteva essere pericoloso e, per quanto mi riguarda, penso che le condizioni di sicurezza per una cosa del genere assolutamente non ci fossero. Non cerco delle inutili scuse seguite da niente di pratico. Voglio che sia fatta chiarezza su questo assurdo incidente, accaduto durante una manifestazione organizzata male. Il danno causato a mio figlio non è solo fisico, ma anche psicologico ed emotivo in quanto il bambino è ancora oggi molto scosso e spaventato. La ringrazio per l’attenzione e spero che queste mie parole possano servire. Cordiali saluti. Vanessa Fichera”.








